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Il cappello di feltro


Storia del cappello di feltro


In Italia, nel 1857, Giuseppe Borsalino inventò un modello di copricapo prettamente maschile realizzato con morbido e pregiato feltro.

La nascita della particolare forma di questo cappello pare risieda nelle rivolte in strada che avvenivano durante i moti risorgimentali: nel mezzo delle sommosse, coloro che indossavano una bombetta uscivano dai tumulti con il cappello incavato e il tipico rigonfiamento nella corona completamente appiattito dai colpi subìti in testa. Giuseppe Borsalino fece di questa conca casuale, chiamata poi la "vaga", segno distintivo del suo cappello che a partire da quel momento diventerà icona eterna. Il bon ton prevedeva che di fronte a una signora ci si togliesse il cappello come segno di rispetto nel salutarla, ma la forma tipica del cappello non consentiva che il movimento fosse rapido e disinvolto.

Giuseppe Borsalino decise di modellare ulteriormente la rientranza centrale pizzicottando con le dita entrambi i lati frontali del cappello, creando così due fossette, chiamate "bozze", che divennero poi il punto di presa del cappello per sollevarlo e rimetterlo.
Tale modello da quel momento diventò uno dei cappelli più famosi, utilizzati e imitati grazie anche alla sua eleganza e praticità in quanto permetteva di ripararsi dalle intemperie, di essere piegato e riposto in tasca e poi all'occorrenza reindossato senza difetto alcuno.

Dagli anni Quaranta in poi vennero realizzati modelli diversi, a tesa più o meno larga che trovarono grande diffusione anche in ambito cinematografico indosso ad attori famosi come Bogart che lo sfoggiò nel film Casablanca e Delon nella pellicola che prende il nome dal copricapo stesso.

I segreti di Borsalino: storia della lavorazione

I cappelli in feltro Borsalino sono pregiati, lavorati rigorosamente a mano, realizzati in feltro e, anche se il ciclo produttivo si è sviluppato nel tempo, l'artigianalità è ancora quella degli inizi.
Il vero segreto dei cappelli Borsalino sta nelle mani di chi lo produce, perché il feltro parla in quelle mani forti e al tempo stesso sensibilissime, capaci non solo di sentire le minime imperfezioni, ma anche di riconoscere al tatto la qualità Sono circa cinquanta i passaggi produttivi, distribuiti in una media di sette settimane di lavorazione, necessari per la realizzazione di un Borsalino. Il processo di produzione, che da tempo si tramanda di generazione in generazione, comprende un iter preciso il cui rigore nelle sequenze produttive, alternate tra passaggi a macchina e interventi manuali, determina la qualità di questo prodotto e rappresenta il segreto del suo successo planetario.

All'inizio della storia aziendale il cappello era realizzato interamente a mano dallo stesso Giuseppe Borsalino che formava personalmente i suoi operai iniziandoli ai segreti del mestiere del cappellaio.
Acqua calda, archetto, tavolo da lavoro, forme e ferro da stiro erano il semplice armamentario che rendeva possibile la trasformazione quasi magica del cono di feltro in un vero e proprio cappello, partendo però dalla rigorosa selezione della materia prima, come insegnava la tradizione francese del copricapo artigianale di lusso.

Sono essenzialmente due le fasi di lavorazione del cappello: lavorazione "in bianco" per la realizzazione del feltro e lavorazione "in nero" per la rifinitura e il guernissaggio del cappello. La lavorazione "in bianco" parte dalla soffiatura del pelo che viene mescolato e soffiato in una speciale macchina detta soffiatrice per poi passare all'imbastitura in cui per mezzo di un'aspirazione delle macchine imbastitrici il pelo per caduta, con l'ausilio di acqua calda, si abbarbica attorno a un cono dando vita a una prima campana di feltro. Questa prima cloche viene vistata manualmente per controllare che non ci siano difetti e portata a misura attraverso il bagnaggio e il processo della follatura.

Dopo l'asciugatura, i feltri vengono assemblati per mezzo di bollette suddivise per qualità e colore e apprettati con gomma-lacca; avviene il processo di tintura e si giunge alla "informatura di prima": la posa del feltro in calchi in alluminio che dà una forma semi definitiva al cappello.
La lavorazione "in nero" determina la qualità e le caratteristiche finali del cappello, sia attaverso il trattamento della superficie del feltro a partire dalla pomiciatura (la prima rasatura) attraverso particolari macchine e carte smerigliate e la "informatura di seconda", che serve per dare la forma definitiva alla cloche per  poi approdare a tutte le operazioni definite di finissaggio: ovvero l'inserimento di guarnizioni (cucitura della fodera, dei marocchini, dei nastri), la stiratura, nonché il vistaggio, rigorosamente manuale,  di ogni copricapo. Il cappello è pronto per essere imballato e spedito nei vari mercati internazionali.


Carta d'identitA'

Anno di Creazione: 1857
Luogo di nascita:Alessandria
Materiale:feltro
Numero di passaggi produttivo:circa 50
Tempo di realizzazione:circa 7 sett.
Segni particolari:il cappello
di feltro Borsalino nasce
per caso da una piega fortuita
sulla corona e dal geniale
intuito di Giuseppe Borsalino.