Storia
Home | Storia
1857
1857 La nascita di una leggenda
Giuseppe Borsalino, chiamato "u siur Pipen", nasce ad Alessandria nel 1834.Dopo un'esperienza come garzone e poi apprendista nella sua città, lavora per circa sette anni nel cappellificio Berteil in Rue du Temple a Parigi, ottenendo la qualifica di Maestro Cappellaio. A un anno dal rientro in Italia, Giuseppe apre il suo primo laboratorio in un cortile di via Schiavina ad Alessandria insieme al fratello Lazzaro.
E' l'inizio di una storia che vivrà grandi successi e immense soddisfazioni assumendo così i contorni della leggenda: il racconto di una famiglia legata in modo inscindibile alla sua azienda, destinata a incidere per sempre il proprio stile e la propria passione per il cappello a tutte le generazioni future.
1871
1871 Dall'artigianato all'industria
La Borsalino produce trecento cappelli al giorno grazie a una squadra di centotrenta dipendenti.Giuseppe capisce che é giunto il momento decisivo per la svolta industriale: grazie all'esperienza inglese, il maestro decide di importare quelle macchine che a Denton, Stockport e nei sobborghi di Manchester avevano rivoluzionato il mestiere dei cappellai.
Nel 1897 il maestro visita la fabbrica di cappelli Battersby di Londra e la leggenda dice che "senza farsi vedere intinge il suo fazzoletto nella vasca della 'catramatura': porta così in Italia il segreto inglese per la fabbricazione delle perfette bombette".
La qualità dei prodotti Borsalino trasforma facilmente il sogno di una piccola bottega artigiana in una vera e propria industria.
La scelta di avventurarsi nell'esportazione porta l'azienda a destinare il 60% della produzione all'export già nei primi del '900. I cappelli di Borsalino sono indossati a New York, Parigi e Londra.
1900
1900 Un erede all'altezza del regno
Nel 1900 muore Giuseppe Borsalino e il figlio Teresio gli succede alla guida dell'azienda dimostrandosi da subito all'altezza del compito: la produzione dei cappelli cresce dai 2.800 al giorno prodotti nel 1901 ai 5.500 nel 1909, fino alla cifra record negli anni '20 di due milioni di cappelli l'anno. Nello stesso anno l'azienda vince il Grand Prix all'Exposition Universelle de Paris e diventa, nel 1905, una società per azioni. Con Teresio, nel 1911, l'azienda inizia una collaborazione con Marcello Dudovich destinata a diventare una pietra miliare nella storia del cartellonismo pubblicitario: negli anni a seguire quelle di Borsalino saranno tra le più incredibili illustrazioni pubblicitarie del tempo.
Teresio non solo ha un intuito geniale per la sua azienda ma é anche filantropo e dimostra un grande interesse per la sua città: nel 1924 dona al Comune di Alessandria l'impianto di acquedotto e poco dopo finanzia la costruzione di un orfanotrofio, di una Casa di Riposo per anziani e infine il Sanatorio per la prevenzione e la cura della tubercolosi, oltre alle innumerevoli elargizioni profuse in ogni occasione.
1939
1939 La crisi e il dopo guerra
Teresio Borsalino muore e l'azienda passa nelle mani del nipote Teresio Usuelli, giovane figlio della sorella, che a soli venticinque anni riceve una prestigiosa eredità nel periodo aziendale più critico: nel pieno della crisi causata dalle devastazioni belliche, il giovane ha una grande responsabilità non facile da gestire. Il 30 aprile e il 1 maggio del 1944 la fabbrica é vittima di due drammatici bombardamenti.
Con la fine della seconda Guerra Mondiale comincia la ripresa e una ventata di nuovi cappelli tra cui cinquanta modelli dalle innovative e sorprendenti linee contribuiscono all'incremento delle esportazioni.
Il successo dell'export é sancito nel '47 grazie agli accordi siglati con USA, Venezuela, Colombia, Svizzera, Francia, Belgio, Olanda, Germania, Danimarca, Svezia, Norvegia, Turchia fino al raggiungimento della produzione di 800.000 cappelli l'anno nella metà degli anni '50.
1970
1970 Successo al botteghino: Borsalino é alle stelle
Il film "Borsalino" con Alain Delon e Jean Paul Belmondo riscuote un successo tale al botteghino che tre anni dopo viene realizzato il sequel "Borsalino & Co." Il fascino creato grazie dalla combinazione perfetta dei due attori francesi con l'iconico cappello rilanciano il marchio Borsalino tra le nuove generazioni. Un Borsalino sarà compagno inseparabile per Humphrey Bogart, Gary Cooper, Antony Quinn, nonché Alain Delon, ma anche Robert De Niro, Al Pacino, Robert Redford e ancora Warren Beatty, Federico Fellini, Paul Newman, Alberto Sordi e Vittorio Gassman.
1979
1979 L'ultimo erede e il rilancio dell'export
Il 20 dicembre Teresio Usuelli, ultimo erede della famiglia Borsalino, lascia l'azienda cedendo la carica di presidente a Vittorio Vaccarino. Nei primi anni '90 la Borsalino viene acquistata da un gruppo di imprenditori di Asti, il cui ingresso segna l'inizio di un nuovo slancio per l'azienda, soprattutto nel campo che da sempre aveva costituito il suo punto di forza: l'export.
1997
1997 Borsalino nel mercato mondiale
Nel 1997 la Borsalino acquista lo storico cappellificio Sabino D'Oria di Lecce, specializzato nella lavorazione di cappelli in tessuto e pelle, e nasce la "Borsalino Sud"; nel 1998 l'incalzante richiesta del mercato americano e caraibico spinge l'azienda alla costituzione della "Borsalino America Inc."; nel luglio 2007, per soddisfare al meglio le esigenze del mercato asiatico, nasce la "Borsalino Japan".
Oggi
La leggenda vivente
Oggi la Borsalino vanta sedici punti vendita monomarca di proprietà in Italia e uno a Parigi oltre ad essere presente nelle più eleganti boutique e nei migliori department stores del mondo: Berdgorf & Goodman, Barney's, Sacks Fifth Avenue, Neiman Marcus, Harrod's, Selfridges, Galeries Lafayette, Printemps, Bon Marché, Isetan, Imaru solo per citarne alcuni.Personaggi famosi e celebrities del calibro di Johnny Depp, Leonardo Di Caprio, Denzel Washington, Justin Timberlake, Kate Moss, Nicole Kidman, Naomi Campbell, John Malkovich sono immortalate con indosso la leggenda vivente incarnata dallo stile unico del più prestigioso marchio di cappelli al mondo.
"In passato creammo generazioni di stile... oggi creiamo lo stile delle nuove generazioni"






































